Ho visto il video di Provenzano in carcere e devo ammettere che un po’ mi è dispiaciuto. Ok, è Provenzano, non uno qualsiasi. Non riesco a provare rabbia nemmeno nei confronti di uomo così cattivo. Io penso che sarebbe opportuno trasferirlo in una struttura detentiva ospedaliera e non farlo morire dietro le sbarre. Voglio dire, il Provenzano mafioso ormai è già morto, che senso ha accanirsi contro un vecchio corpo insignificante? Sarò impopolare in questo mio pensiero, ma cosa volete farci, io credo nel rispetto della dignità umana, la stessa che Provenzano ha calpestato innumerevoli volte. La giustizia non è godere della morte lenta di un uomo bensì umiliarlo col perdono.
23 Maggio 1992
In Siria ogni ragazzo e ogni ragazza combatte la propria guerra
Giacomo Cuscunà: In Siria ogni ragazzo e ogni ragazza combatte la propria guerra. Chi imbracciando un fucile, chi tentando di sopravvivere scappando dalle bombe, chi cercando di aiutare le persone che hanno maggiore bisogno. Sperando prima o poi di tornare alla propria vita di ventenne qualunque.
Vi invito a leggere tutto l’articolo “Ecco cosa vuol dire essere giovani e vivere in guerra” di Giacomo Cuscunà sul blog del Corriere della Sera
Don Andrea Gallo
Don Gallo, un sacerdote che piaceva a credenti e non, un Uomo che ha speso la sua vita per gli ultimi della fila, per coloro che erano ai margini della società, un Uomo che ha difeso i diritti degli omosessuali, un prete sorridente che non aveva paura di dire cosa pensava, un uomo semplice coraggioso per davvero. Don Andrea Gallo è stato un vero Partigiano, un vero esempio di vita.
Come ha scritto una mia amica su Facebook ”Crepare di maggio ci vuole tanto, troppo coraggio”. E tu ce l’hai avuto fino alla fine. Eri un uomo libero.
Ora mi piace immaginare Don Gallo in alto che canta ancora una volta “Bella Ciao” standosene comodo su una soffice nuvola bianca…
Ballare? Madonna…ovvio.
Nella prossima vita, cioè non proprio nella prossima, ma fra due o tre vite, voglio essere un ballerino. Ma non un ballerino qualsiasi, bensì un ballerino della signora Ciccone con uno di quei fisici della madonna!!! E mi scappa da ridere , perché io con il ballo proprio non ci lego, sono di legno, ridicolo, scoordinato…però nonostante questo mio limite ballo, ballo quando sono in accappatoio, quando sono mezzo sbronzo, quando sono felice. E non so perché mi passano la mente la laurea di Roberto a Torre Belvedere a Rutigliano e le serate con quel cesso di amico all’ ArtClub di Desenzano: certo che ne ho dato di spettacolo! E chissà quanto ne continuerò a dare…ma non importa. Sai che noia rimanere incastrati nelle vesti della persona seria, sai che noia sarebbe la vita senza le contraddizioni, senza i picchi di euforia, senza la musica e senza il ballo. Ho bisogno di ballare, di ascoltare Madonna , di scrivere un post di cazzate come questo, di fare il tamarro con la musica a palla (ovviamente sempre Madonna) al semaforo rosso su via Togliatti e di spargere sana ignoranza, proprio come diceva un mio vecchio amico sardo. Ora che ci penso, la vita è anche questa, è avere la stanchezza di otto ore di lavoro addosso, staccare la spina, togliersi le scarpe, aprirsi una birra e tuffarsi in un video e sognare di ballare… di ballare ancora un po’…la vita.
Semplicemente grazie
In tempo di crisi, mi tocca riciclare e modificare un post. Ed è un post che riciclo per mia mamma.
Io credo nella bellezza, credo nelle sensazioni dell’amore, nella solidarietà verso chi è meno fortunato ed è costretto a vivere il terrore della guerra, credo nei rapporti umani, credo nella pace, nelle note della musica, credo in Dio se pur a modo mio, credo al sorriso innocente di un bambino, credo nella politica nonostante tutto, credo alle storie dei romanzi di inizio novecento, credo nelle verità del vino, nei colori della vita, credo nel cambiamento, credo nell’arte di riuscire a sognare sempre e comunque, credo nel sudore del lavoro onesto…cosa volete farci, in quel 3 marzo di quel lontano 1981 una donna di nome Anna mi ha partorito con un cuore, ed io non posso farci davvero nulla.
Grazie Annina, il mio cuore è il riflesso della tua educazione e del tuo amore.
Grazie mamma, ti voglio bene…
Grazie…
Tuo,
Vincenzo
Peppino Impastato
Il 9 maggio 1978 la mafia uccideva Peppino Impastato.
Si può ammazzare un uomo, ma i suoi pensieri e i suoi ideali continueranno a vivere.
RadioAut oggi trasmette questa canzone:
La mafia era, è, e sarà sempre una montagna di merda.



